Una stanza tutta per sé

Negli ultimi cinque anni ho pensato spesso alle parole di Virginia Woolf in Una stanza tutta per sé. Le avevo lette all’università ma potrei dire che non hanno avuto senso per me finché non sono diventata madre.

Virginia Woolf Una stanza tutta per sèBut for women, I thought, looking at the empty shelves, these difficulties were infinitely more formidable. In the first place, to have a room of her own, let alone a quiet room or a sound- proof room, was out of the question, unless her parents were exceptionally rich or very noble, even up to the beginning of the nineteenth century.

Potreste chiedervi cosa c’entra con la maternità il fatto di non riuscire a scrivere della buona narrativa se non si ha a disposizione una stanza tutta per sè (e direi anche la necessaria quantità di denaro per non doversi preoccupare della sopravvivenza).

C’entra tutto, vi risponderei io. Perché, al di là del fatto che quella stanza tutta per sé ci sia realmente o meno, da quando sono mamma non sono più sola, mai. Nemmeno quando sono sola. Il mio cervello, il mio cuore, il mio esistere, sono condivisi. E questo richiede un esercizio di paziente ritrovare e ricentrare se stesse.

Questo cosa significa? Che non si può pensare di scrivere della buona narrativa se si hanno dei figli? Se ne discute da anni. I responsi sono vari e cambiano in base alla percezione individuale e sociale dell’essere madre.

Io sono anni che cerco una risposta a questo interrogativo. E adesso è arrivato il momento per me di smettere di cercare e iniziare a costruire. A fare.

Essere madre è un cambiamento epocale. Ma è anche un costante divenire, mutare, cambiare, costruire. E, in questo continuo mutamento delle cose, è anche scrivere, riflettere, leggere, produrre cultura e pensiero mentre si assiste a un miracolo quotidiano.

Avevo bisogno di una stanza tutta per me e in qualche modo questo sito lo è. Un luogo dove esprimere le mie passioni e il mio legame con le storie raccontate, lette, create. Tutti i giorni. E lo condivido con chi mi legge come da sempre sono abituata a fare.