Libri miei

Questi libri miei è come se fossero dei figli. Li ho nutriti con i sogni e le parole, con il lavoro, con la dedizione. E poi li ho lasciati andare per il mondo. E adesso questi libri che mi sono stati pubblicati sono vostri. Non mi appartengono più. Siete voi a renderli vivi. A dar loro nuova linfa e nuovo senso. Così come deve essere. E io ve li presento, questi libri miei, uno ad uno con tutti i ricordi che si portano dietro e il vissuto che li ha formati e fatti così come sono.

In attesa copertina

Il potere della parola scritta è enorme. Ed è un potere di condivisione e di rafforzamento dei saperi e delle esperienze altruiIn quest’ottica ho pensato che la mia personalissima esperienza, il mio personalissimo punto di vista sulla questione gravidanza, potesse essere d’aiuto a qualcun altro. Per questo mi sono decisa a uscire allo scoperto e affidare alla carta stampata le mie parole, le mie riflessioni e il mio vissuto. Un atto che per me non è stato facile e che spero possa esservi in qualche modo utile. La collana nella quale il mio libro è stato pubblicato si chiama “Strongher” e, per quel che mi riguarda, essere più “forti” vuol dire soprattutto essere più consapevoli. La mia teoria è che il periodo della gravidanza dovrebbe essere usato per fare questo: rafforzare la propria consapevolezza

Questa è una storia che ha radici lontane. C’è un giovane soldato nero americano che abbandona la sua casa e la sua famiglia per andare a liberare una nazione lontana dall’incubo tedesco. Il ragazzo sbarca a Napoli e rimane irretito dalla bellezza della sirena Partenope, se ne innamora, è corrisposto, tenta un approccio, la donna non si sottrae e dalla loro unione nasce un bambino bellissimo, nero anche lui ma solo a metà. Quel bambino è il simbolo della mescolanza, della fusion, di un meticciato sociale, culturale, artistico ma soprattutto umano. Quel bambino è la chitarra e la voce di Pino Daniele, a metà tra il blues dei neri americani e la musica popolare napoletana…

In una metropoli addormentata, Nora e Temi sentono il bisogno di un terremoto che metta tutto in discussione, che sconquassi la realtà del quotidiano e liberi lo sguardo. Nora e Temi vorrebbero riconquistare la propria umanità, andare oltre i corsi di formazione per migliorare le capacità di vendita, oltre le tecniche di visual merchandising, oltre le otto ore chiusi in un negozio della grande distribuzione senza altro scopo che portare a casa uno stipendio per arrivare a fine mese. Questa è la storia della solitudine di una generazione, senza reti di protezione, abbandonata a se stessa, incapace di amare e in piena confusione esistenziale…

Oggi è un giorno speciale: l’estate è ormai finita e domani si torna a scuola dopo una lunga vacanza. La piccola Flavia inizia a preparare la cartella: pastelli, pennarelli, quaderni e libri sono tutti al loro posto. E anche la sua metà di stanza, come ogni sera, è perfettamente in ordine. Mentre sospira guardando il cielo, vede una stella cadente e le viene un’idea… Chissà se esiste un posto in cui nessuno è costretto a mettere in ordine?

Paolino era un bambino grassottello, aveva i capelli rossi come una carota e sulle guance, un milione di lentiggini. Aveva tre sorelle tutte più grandi di lui, Martina, Alice ed Elisa, a cui voleva un gran bene. Qualche volta, però, un fratellino gli mancava molto. Quando lo contraddicevano, Paolino si arrabbiava e diventava arancione come una carota grassoccia. E questo succedeva soprattutto quando la zia Amelia veniva a trovarli e faceva ai nipotini sempre la stessa domanda: “Cosa volete fare da grandi, eh?”. Il bambino, vedendosi costretto, diceva: “Da grande io voglio fare il sonnambulo!”…